Processing...
Avviso
Tripandia utilizza cookie tecnici e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata, per rendere più agevole la navigazione. Se vuoi saperne di più clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
Marrakech
Piero Maderna

Whisky Berbere

Dall’Atlante al deserto e ritorno con lo zaino e un fratello berbero

by Piero Maderna published on
August 2013 / 10 days 37
  •  Friends

Marrakech

Travel diary

Prologo

Aeroporto Menara di Marrakech,
Marocco. Sono in fila al controllo passaporti. La coda si muove molto
lentamente, ma si muove. È già qualcosa, penso, ricordando il mio primo arrivo
in Marocco, due anni fa all’aeroporto di Casablanca.

Adesso sono le 8.30 del mattino, ora
locale, ma allora era sera. Tutti gli sportelli erano chiusi, senza motivo
apparente. Alcuni davano segni di nervosismo, altri, non capivo se più
informati o solo più fatalisti, aspettavano serenamente. Chiesi a due ragazzi
spagnoli, che se la ridevano come quelli che la sanno lunga, e mi dissero che
il motivo era semplice: i poliziotti erano andati a mangiare.

“Ahora? Todos juntos?” chiesi
stupito.

“Pues… claro que sì!”

Certo che sì: era la rottura serale
del digiuno del Ramadan. Dovevano mangiare tutti, e tutti in quel momento,
appena dopo il tramonto, e dopo la breve preghiera che segue il richiamo del
Muezzin. Aspettammo quasi un’ora, ma devo dire in un clima piacevole. Molti
distribuivano datteri, che sono il cibo con cui tradizionalmente si rompe il
digiuno in Marocco, e c’era nonostante il fastidio dell’attesa una certa aria
di festa.

Blink: una bustina fa capolino sullo
schermo del mio cellulare. È un messaggio di mio fratello, dice che mi aspetta
agli arrivi.

Niente di strano, penserete voi;
invece qualcosa di strano c’è: intanto che sono figlio unico. Non voglio
scomodare l’immortale Rino Gaetano, anche perché mio fratello no, lui non è
figlio unico. È solo che è una fratellanza, diciamo così, elettiva.
Tecnicamente non siamo fratelli. Ci siamo scelti, o forse sarebbe più giusto
dire che lui ha scelto me.

E l’altra cosa strana è che io e mio
fratello ci scriviamo in inglese. In inglese, insomma… io scrivo in inglese, il
più semplice possibile, per fare in modo che capisca. Lui scrive in un suo
inglese, che va un po’ interpretato. Ma ormai, dopo due anni di sms, ho trovato
una chiave. Conviene lasciar perdere come è scritto, tanto la grafia non è
quasi mai corretta, e provare a pronunciarlo come farebbe un arabo, o come
farebbe un francese. In genere così il 90% delle volte si trova una vaga
assonanza con una parola inglese, il resto si ricostruisce a senso.

Mio fratello si chiama Salah ed è nato
sui monti dell’Alto Atlante, a pochi chilometri dalle più grandi e belle
cascate del nordafrica, le cascate di Ouzoud. È lì che l’ho conosciuto due anni
fa, durante il mio primo viaggio in Marocco.

Lui mi fece da guida quel giorno e mi
prese subito in simpatia, forse perché da quelle parti non sono abituati a
vedere turisti che viaggiano soli. Ma anch’io devo dire che rimasi colpito
dalla sua gentilezza e dalla sua onestà. Così si autonominò mio fratello e ci
scambiammo i numeri di telefono, con la promessa di tenerci in contatto. Si sa,
sono quelle promesse fatte sull’onda del momento, che spesso non si mantengono.
Ma lui l’ha mantenuta eccome. In questi due anni mi ha scritto come minimo una
volta al mese, quando non due volte, spesso chiedendomi di tornare in Marocco
per fare un altro giro con lui, molto più lungo stavolta. Per molte volte ho
gentilmente declinato l’offerta, ma questa estate, per diversi motivi che ora
non starò a spiegare, alla fine ho pensato “Perché no?”.

Certo, penserete voi, la sua proposta
è interessata, ed è vero. Ma fino ad un certo punto. Io lo pagherò, è naturale,
ma lui non fa la guida di mestiere, neanche in maniera per così dire “non
ufficiale”. Lo fa soltanto per le cascate, che conosce come le sue tasche, e
soltanto durante il Ramadan, quando è costretto a chiudere il piccolo bar che
gestisce proprio al bivio da cui, dalla strada nazionale, si diparte quella per
le cascate.

Quest’anno il Ramadan è venuto prima
ed è già finito. Il bar lo dovrà affidare a qualcun altro. Dovrà stare lontano
per parecchi giorni da sua moglie e dalle sue bambine. I posti che vedremo li
conosce, ma non così bene: in alcuni almeno una volta è stato, in altri mai.
Forse anche a lui fa piacere fare questo viaggio con me. Di sicuro a me fa
piacere farlo con lui.

Piero Maderna
Next leg: Ouarzazate

Comments

  • by Anonymous

The Tripandia travellers' tips

Other travellers passed by here

Other Piero's trips

I was there!

You must sign in to ask Piero Maderna to be added as travel buddy.

Login Cancel

I was there!

The request has been sent to Piero Maderna successfully

Close
I have been here

Sign in to add you have been here.

Login

You must sign in to report abuse. If you don't have any account, please sign up.
It's fast and it allow you to keep in touch with all your favorite travellers!

Login Cancel
Access denied

You must log in to proceed.

Login