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Maria grazia Vinci

Ancora verso Est: la Bulgaria vale un viaggio?

di Maria grazia Vinci pubblicato il
Marzo 2015 / 5 giorni 46
  •  In coppia

Bulgaria

Diario di viaggio

Nella 2013 mi sono spinta ancora una volta ''verso Est'', al di là di quella linea di confine lungo la quale un tempo correva la cortina di ferro: la mia meta era la Bulgaria, estrema propaggine dei Balcani orientali, oltre che dell'Europa comunitaria.

Ho potuto trascorrere nel Paese solo quattro giorni: un tempo piuttosto limitato, appena sufficiente per farmi un'idea dei luoghi, certamente non abbastanza per comprendere a fondo le persone e la loro quotidianità.

Il mio viaggio è caduto nel mese di marzo, che segna l'inizio della primavera e la fine dell'inverno. Secondo un'antica tradizione, il primo giorno di tale mese i bulgari usano scambiarsi una 'Marteniza', ovvero una bambolina di colore rosso e bianco: è un simbolo di buon auspicio per il futuro, che - dopo aver espresso un desiderio - appendono ai rami degli alberi o pongono sotto una pietra, non appena intravedono i segni della nuova stagione (una rondine, una cicogna o un albero in fiore...). La Bulgaria mi ha accolta con centinaia di 'Marteniza'...

Per la prima volta, in Bulgaria mi sono dovuta confrontare con la scrittura cirillica. Per orientarmi, non conoscendo l'alfabeto, mi sono inizialmente trovata a far combaciare quelli che per me erano semplici simboli riportati sui cartelli che indicavano il nome delle vie, con quelli sulla cartina che avevo a disposizione. Ho però presto iniziato a familiarizzare con quel sistema di scrittura, associando, ad esempio, un suono ad alcune delle delle lettere (София, si legge Sofia...).

Sofia è stata la mia base. Vi ho soggiornato 5 notti, ma in realtà vi ho trascorso un solo giorno: ogni mattina raggiungevo la stazione e partivo alla volta di una delle località bulgare che mi ero prefissata di visitare; è così che da Rila, Plovdiv e Veliko Tarnovo, nel tardo pomeriggio sono sempre ripartita verso la capitale...

Con il senno di poi, posso dire che il tempo che ho trascorso a Sofia è stato più che sufficiente, anche perché al di là di qualche luogo di culto o qualche monumento di epoca sovietica, la città ha poco altro da offrire: si può dare un'occhiata alle terme municipali - all'epoca della mia visita in stato di abbandono - nelle cui adiacenze si trovano delle fontanelle da cui sgorga acqua bollente, al museo archeologico e la galleria d'arte nazionale allestita all'interno del Palazzo Reale, oltre che a qualche pittoresco mercatino.

Sul massiccio del Rila, a circa 120 km da Sofia, si trova il più importante monastero del Paese, fondato nel X secolo, ma ricostruito in tempi recenti. Non so esattamente per quale ragione, forse per la straordinaria commistione tra architettura e paesaggio, ma ho trovato quel luogo particolarmente suggestivo: le montagne, ancora innevate in occasione della mia visita, e quelle mura difensive, varcate da pochi, creano nel loro insieme un luogo raccolto, dall'atmosfera unica, dove - anche chi non nutre una particolare fede - non può che sentirsi in sintonia con tutto ciò che lo circonda...

Anonimi e malconci edifici e scheletri di fabbriche ormai in rovina sembravano seguirmi nel tragitto verso Veliko Tarnovo, che ho raggiunto in pullman in circa tre ore. Visitare la città in giornata, partendo da Sofia, è possibile, ma devo ammettere che può risultare piuttosto pesante; tuttavia, considerando la breve durata del mio viaggio, questa era l'unica soluzione e non posso dire che non ne sia valsa la pena...

Una volta a Veliko Tarnovo ho avuto modo di attraversare, piuttosto velocemente, parte della città nuova, che mi è apparsa proprio come me la aspettavo, grigia, come il cielo di quel momento, e perfettamente aderente a quelli che erano i canoni del razionalismo sovietico, che ha snaturato anche i luoghi che ho potuto scorgere dal finestrino, mentre ero sul pullman.

Il mio obiettivo - e credo quello di chiunque si rechi a Veliko Tarnovo - era però il piacevole centro storico, fatto di viuzze, botteghe ed artigiani al lavoro, dominato dalla fortezza di Tsarevets, le cui vestigia testimoniano gli antichi fasti di quella che è stata la capitale del secondo impero bulgaro...

''Questo treno ferma a Plovdiv?''. A questa domanda, una signora, salita sullo stesso vagone su cui sono salita io, ha risposto muovendo più volte il capo da destra a sinistra e viceversa... Mi sono quindi seduta, perché la sua risposta era affermativa! E' interessante il fatto che un gesto così semplice, d'uso comune, possa assuma significati così diversi da quelli che ha per noi...

Anche Plovidiv, come Veliko Tarnovo, ha una storia da raccontare. Si tratta infatti di un agglomerato che fonde rovine di epoca romana (l'anfiteatro, l'odeon, il foro, lo stadio...) e stradine tortuose che si inerpicano fino all'antico insediamento tracio di Eumolpia, sulla collina su cui sorge la parte vecchia della città, con le sue gallerie d'arte, i negozietti e le abitazioni un tempo appartenute a qualche ricco mercante turco...

La Bulgaria merita un viaggio? Questa domanda l'avete già trovata nel titolo, nel quale vuole risultare retorica, oltre che un po' provocatoria. A questo punto credo però che la mia risposta sia scontata: sì, sono convinta che valga un viaggio, anche più lungo del mio. Tornando alla domanda, posso dirvi che è frutto di altre domande, che ho sentito e risentito, quasi come un ritornello, prima e dopo la mia partenza: <<In Bulgaria? Perché in Bulgaria? Non è pericoloso?>>. Se state pensando di trascorrere qualche giorno nel Paese, non fatevi sopraffare/influenzare da questo genere di dubbi... Spero, fin qui, di essere riuscita a convincervi del fatto che la Bulgaria abbia più che qualcosa da offrire, almeno da un punto di vista storico-artistico. Adesso vorrei però fornirvi qualche elemento per valutare la questione sicurezza. Come mi era già accaduto in precedenza nell'Est, non mi sono mai sentita in pericolo, neppure quando mi sono trovata ad attraversare le strade della capitale in piena notte. Come ho già sottolineato in altri post (vedi, ad esempio, ''Verso Est: Budapest...'' ), anche se non esiste più una ''barriera'' tra Europa Occidentale ed Orientale, a mio avviso questa non è mai scomparsa nell'immaginario delle persone, almeno con riferimento a determinati luoghi; e non si può poi non considerare che nel sentire comune rientrano anche tutta una serie di stereotipi legati al mondo comunista e post-comunista, da cui probabilmente scaturisce il genere di domande di cui ho accennato. Questo per dirvi che non c'è alcun motivo per ritenere la Bulgaria più pericolosa di qualche altro stato dell'Est, che forse si è aperto al turismo prima e dunque si è già liberato di qualche pregiudizio...

Certamente, passeggiando per le strade della capitale - meno negli altri luoghi - alcune scene di vita di tutti i giorni possono spiazzare: anziane donne, con il capo coperto da un fazzoletto, intente a ripulire i binari del tram, uomini che dormono all'interno di vecchie Lada, cani abbandonati che si aggirano per le strade, dissestate, con tombini talvolta privi di copertura... Quando si parte per la Bulgaria, è necessario essere coscienti che il Paese è anche questo, ma anche - e soprattutto - molto altro...

Visita Meryworldwide per vedere le foto...

Maria grazia Vinci

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  • di Anonimo

  • Sofia, Bulgaria
  • Rila, Bulgaria
  • Plovdiv, Bulgaria
  • Veliko Tărnovo, Bulgaria

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